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Nightwish - Human. :II: Nature.

Per una volta comincio la mia recensione dal giudizio: il nuovo album dei Nightwish, "Human. :II: Nature.", non mi è piaciuto. Si tratta forse della prima volta nella ormai piuttosto lunga carriera dei finlandesi che mi trovo di fronte a una delusione. Non si può parlare di disastro, non si può parlare di melodie brutte, ma semplicemente qualcosa non quadra.

Ma andiamo con ordine. Il disco si apre timidamente, con un'introduzione che dolcemente ci porta, in perfetta armonia, alle prime note della canzone "Human", un pezzo veramente ben fatto. Una melodia ariosa e trionfale nel perfetto stile Nigthwish degli ultimi lavori ci permette di entrare subito nell'ambientazione giusta. Segue il singolo "Noise", e già qui ci sarebbe da discutere. Se anche in questo caso le note sono armoniose e ben studiate, compare uno sgradevole sapore di già sentito, che trovo decisamente insopportabile se si parla di un singolo che dovrebbe presentare un lavoro intero.

Dopo la discreta "Shoemaker", si arriva a quella che forse è la canzone più bella di tutte, la semplice "Harvest", che fra cornamuse e sonorità celtiche ci porta con la mente sui verdi prati irlandesi. Ovviamente a farla da padrone, voce compresa, è l'ormai onnipresente Troy Donockley. La semplicità vince, tutto bene quindi? No, perché da qui in avanti la semplicità comincia a perdersi e la band, o meglio la sua mente Tuomas Holopainen, comincia a voler strafare, ad aggiungere componenti tutto sommato superflue. Se "Pan" ancora si salva ed ha anche spunti interessanti, il resto risulta in qualche modo annacquato. 

Intendiamoci: formalmente è tutto molto bello e il successo discografico è garantito. I suoni sono maestosi, spettacolari addirittura. Tutto è suonato con cura e le orchestrazioni a tratti sono travolgenti. Senza contare che la band usa benissimo un'arma micidiale che ha a disposizione, ovvero la versatile e bellissima voce di Floor Jansen, capace di cantare come un angelo e come un demone. 

Ma alla fine, delle canzoni, cosa rimane? Poco, purtroppo. È come se tutto fosse concentrato sui broccoli di contorno e non sul filetto di manzo che fa da piatto principale (non me ne vogliano i vegetariani). "Procession" e "Endlessness", se si guarda al sodo, rappresentano oltre 12 minuti assolutamente insignificanti. "Tribal" cerca di alzare i ritmi, ma se mi concedete una provocazione, forse per fare musica Metal tribale i nostri amici nordici dovrebbero prendere qualche lezione da Max Cavalera. 

Il culmine si raggiunge con il secondo album, completamente strumentale, o addirittura orchestrale. Oltre mezz'ora che mette a nudo la passione di Tuomas per le colonne sonore. Ecco, le colonne sonore, forse sono questo il problema. Musica fatta per accompagnare qualcosa e non per essere protagonista. L'ambientazione va bene, le orchestrazioni vanno bene e anche le produzioni stellari vanno bene, ma i Nightwish devono focalizzarsi sulle canzoni che compongono e sicuramente torneranno a splendere come hanno sempre fatto. 

VOTO: 5/10


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