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Biff Byford - School of Hard Knocks

La bizzarra epoca contraddistinta dal coronavirus che stiamo vivendo porta anche qualche piccolo vantaggio. Ad esempio, se si è costretti a rimanere a casa, cosa c'è di meglio se non scoprire qualche magnifico album musicale? 

Meglio ancora se questo album è scritto da una leggenda del Metal come Biff Byford, che decide di prendersi una piccola "vacanza" dagli storici Saxon per comporre un po' di materiale tutto suo. Il risultato, ovviamente, non può che essere ottimo!

"School Of Hard Knocks" è un lavoro molto interessante, poiché fa emergere da una parte la volontà della graffiante ugola di allontanarsi un pochino dalle sonorità classicamente Metal a cui ci ha abituato, ma dall'altra mette in luce anche il fatto che per lui, in fondo, allontanarsi troppo dalla musica a lui e a noi cara è fondamentalmente impossibile. 

Si parte così con "Welcome to the Show" e la title-track "School of Hard Knocks", che confermano immediatamente quanto detto. Pezzi forse non proprio del tutto Metal, ma nemmeno solo Rock, comunque con un piglio interessante e piacevole, non eccessivamente aggressivo ma nemmeno troppo melodico. Insomma, dei pezzi assolutamente pregevoli. 

Quel che ho sempre amato di Biff Byford è la sua personalità umile. Pur essendo diventato una delle stelle più brillanti del panorama Metal, non ha mai dimenticato le sue origini, approcciandosi alla musica come un sapiente artigiano e mai come un tronfio uomo di successo. Queste caratteristiche emergono ancora con più forza in questo lavoro solista, che trasuda sapienza, schiettezza e onestà da ogni nota. 

Ovviamente i brani più pesanti non mancano nemmeno questa volta e i fan dei Saxon apprezzeranno in particolare pezzi come "The Pit and the Pendulum", "Worlds Collide" o ancora "Pedal to the Metal". 

Eppure questa volta il cantante sembra dare il meglio sui brani un pochino più calmi, come il magnifico classico "Scarborough Fair", o ancora la bella e per certi versi sorprendente canzone d'amore "Me and You". Il disco si conclude con un gradevole brano rockeggiante - "Black and White" - che richiama un po' le prime due canzoni, una conclusione nel perfetto spirito dell'album. 

VOTO: 9/10

 

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